20 aprile 2014

Giveaway: Gli Indimenticabili B..ootleg"

Pubblicato da pink noise a 21:13 13 commenti Link a questo post
Come vi ho raccontato nel primo post del blog, la mia passione per i Fab4 nasce per caso dopo il ritrovamento nell' estate del '93 di un' audio-cassetta allegata alla rivista Gente: Gli Indimenticabili Beatles. Il nastro che mi accompagna da sempre - che per me è come la coperta di Linus - è una stravagante compilation di registrazioni live non ufficiali. Di alcune delle tracce incise sono riuscita a risalire alla provenienza, appartengono al live a Budokan, Giappone. Dopo questa scoperta ho comprato sia il vinile che il DVD... ho provato un' emozione unica che cercherò di raccontarvi nel prossimo post! Per le altre tracce mi divertiva coinvolgere tutti voi in questa ricerca.

As I told you in the first post of the blog, my passion for Fab4 started since i was a child with this beautiful tape magazine, that accompanies me always: "Gli Indimenticabili Beatles" (The Unforgettable Beatles). Practically, this tape contains songs from variuos Beatles boottleg recordings. I discovered that some of these songs were taken from "The Beatles Live At Bundokan, while for the other tracks I would like to involve all of you in this research.

La Numero Uno: Gli Indimenticabili Beatles GE 7/93
Chi riesce a dirmi la provenienza di tutte le tracce contenute nella cassetta riceverà in premio il vinile di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band - PMC 7027 prima stampa mono Uk. Per chi non lo sapesse l' album occupa il primo posto della classifica dei 500 migliori album secondo la rivista Rolling Stones!


Who will be able to guess the exactly origin of all the tracks in the box will win the vinyl Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band - PMC 7027 first press mono Uk (ranked it by Rolling Stone magazine number one in its list of the 500 Greatest Albums of All Time) 
 
INFO & REGOLE:

1. Per partecipare al concorso basta rispondere tra i commenti di questo post o con un tweet usando l' hashtag #indimenticabilibootleg @Wpcna.
2. Il concorso non ha una data di scadenza, l'eventuale chiusura con relativa premiazione verrà annunciata da me su questo blog e sui social network ad esso collegati: Twitter, Instagram, Facebook,Youtube.
3. Il premio non può essere ritirato a mano e non si può richiedere in denaro il corrispettivo valore.

OFFICIAL CONTEST RULES AND REGULATIONS 


1. Please post the correct answers writing below or tweet #indimenticabilibootleg @Wpcna. 
2. I will communicate the winner in this blog and also in related social network: Twitter, Instagram, Facebook,Youtube. 
3. No prize money in compensation





 Ringrazio il caro amico Lorenzo,  Thomas di Dilapidare i propri denari alla ricerca di preziosi vinili d'epoca e Paolo di Vinylitico per l' aiuto e il sostegno. 

Il Giveaway è CONCLUSO 
la proclamazione del vincitore qui


18 aprile 2014

The Beatles - White Album - parte seconda

Pubblicato da pink noise a 01:55 0 commenti Link a questo post
Beatles - 1968  (quando scoppiò in Paul l' incommentabile passione per i gilet)
Ho deciso di dividere la recensione in due parti sia per l' ovvia lunghezza del post, che per ragioni strettamente legate al contenuto. Il secondo disco del Doppio Bianco è di fatti un discorso a parte che va valutato e commentato in modo differente. Se il primo disco può superficialmente apparire come un' insalata di generi sconnessi, nel secondo la playlist è più coerente pur mantenendo la (cupa) purezza che lo contraddistingue. Somiglia più ad un bootleg che ad un album full-length, caratteristica che aldilà delle polemiche - che potrebbero scaturire dall' affermazione che segue - ci fa sentire meno la mancanza di Geoff Emerick, o quantomeno ci addolcisce la pillola.
Fronte/Retro del poster inserto del doppio LP White Album - Artwoerk: Richard Hamilton

A tratti sembra di assistere ad una jam session tra sconosciuti che hanno comunque tanto da dirsi. La ricerca di purezza, che esploderà in malo modo in Let It Be, insegnerà al mondo - grazie ad Abbey Road - che si può chiudere con stile un progetto, ma non si può tornare artisticamente indietro come delle troie che vanno a farsi ricostruire l' imene. La ribellione contenuta in questo straordinario album, più che sociale, è verso se stessi e tutto l' artifizio di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Il doppio voleva essere un album di rottura e lo è stato. C'è poco dell ingenuità romantica dei primi tempi: è un rock rude, ribelle, ossessivo, sperimentale, maschio che detterà le regole della musica britannica alternativa dei decenni successivi. I Beatles che facevano gridare le ragazzine fanno adesso gemere le donne, con un disco eccitante e peccaminoso come una relazione clandestina.
PMC 7068 matrici prima stampa mono Lato C: XEX 711-1  Lato D: XEX 712-1
Lato C Disco 2

Il secondo disco si apre con l' ultima composizione divertita del duo Lennon/McCartney in una ritrovata quanto fugace armonia. Birthday, con la sua carica, è la giusta spinta rock-propulsiva di cui questa seconda parte del doppio necessitava. Segue un Lennon che, provato dalle sue turbolenti vicende amorose, veste i panni del bluesman per esplodere in uno sfogo straziante: Yer Blues, che amplificato dal Leslie e dalla ADT, raggiunge momenti di toccante potenza espressiva. Nostalgico delle sue origini campagnole prosegue McCartney con la sua dolce ballata rustica Mother Nature's Son. Ritorna John con una composizione che mi ha conquistato sin dal primo ascolto, la matura e sottovalutata Everybody's Got Something to Hide Except Me and My Monkey che purtroppo non avrà mai il successo meritato. Continua Lennon con un vero attacco rivolto al Maharishi, figura attorno al quale ruota tutto il White Album. Sexy Sadie, sia nella struttura che nel sound, fa da ponte tra le sue composizioni beatlesiane e il futuro da solista (l' eco si sentirà fino a Mind Games). Su Helter Skelter non voglio dilurgarmi troppo, ma sento la necessità di bacchettare tutti quei beatlesiani - fanatici religiosi - che continuano a ripetere che i Beatles con questo pezzo hanno inventato l' Hard Rock e l' Heavy Metal. Helter Skelter è uno dei peggiori esempi di Hard Rock della sua epoca! Certo testimonia la propensione di McCarteney alle sfide - in questo caso coraggiosamente rivolta agli Who - ma anche che non è infallibile. La registrazione manca di convinzione e onestamente credo che non sarebbe inutilmente celebrata se non fosse protagonista della vicenda di Charles Manson, cosa che gli ha donato quel fascino nero perfetto per questo fantomatico esordio Proto-Metal. Arriva la luce in fondo a questo caotico tunnel e chiude il terzo lato un grande Harrison, ispirato, profondo e spirituale con Long Long Long - traccia spesso ingiustamente dimenticata - che ti avvolge con quel dolce e caldo Hammond; se esiste un Dio George l' ha incontrato e fotografato in questa meravigliosa composizione.

Lato D Disco 2

L' amore di Lennon per il rock'n'roll è tutto concentrato in Revolution 1, con questa traccia prende ufficialmente le distanze dalle sperimentazioni in studio ed è l' unico beatle che ritrova il ragazzino che era ad Hamburgo. Ritorna per farsi perdonare McCartney con una teatrale, bizzarra, "jazzante": Honey Pie, sorella minore di "When I'm 64", tracce dal carisma unico di cui i Queen diventeranno eredi. Mi vedo costretta a ribadire che tocca ad Harrison il compito di elevare il White Album al sublime, e lo fa anche con una canzone che parla del cioccolato e delle carie dell' amico Clapton: Savoy Truffle, con quell' adorabile Organo suonato da Chris Thomas! Tra i brani "sinistri" dell' album quello che su di me ha una presa particolare è Cry Baby Cry di Lennon, anche se lui stesso l' ha definita spazzatura è semplicemente fantastica, dolcemente arricchita e caratterizzata dall' Armonium suonato da Martin e l' Organo suonato dallo stesso Lennon. Ci dona una delle sue incatevoli miniature McCartney: Can You Take Me Back? che precede la più esaltante e sovversiva traccia del doppio. Con Revolution 9 i Beatles ritornano a battere sentieri inesplorati, sicuramente più vicini all' avanguardia artistica di Yoko Ono che alla tradizione beatlesiana. Tocca al buon padre di famiglia Ringo chiudere l' album. Accompagnato da cori e orchestra, ci rimbocca le coperte, con una ninna nanna scritta da Lennon dall' inequivocabile titolo Good Night. Con quel suo rassicurante bacio sulla fronte non poteva chiudersi più splendidamente un album pericoloso come un sogno fuori controllo.

10 aprile 2014

The Beatles - White Album - parte prima

Pubblicato da pink noise a 00:31 0 commenti Link a questo post
PMC 7067/7068 prima stampa UK mono n° 0052613
È paradossale come il primo album che ha come titolo il nome della band segni la fine dei Beatles come gruppo e racconti il desiderio - o la necessità - dei quattro componenti di affermarsi come singoli individui. Con "The Beatles" - nessuno mai lo chiamerà così! - i Beatles smettono di essere i Beatles e si presentano per la prima volta come John, Paul, George e Ringo. Le foto/inserto allegate al doppio vinile sono emblematiche: incorniciati in quattro scatti separati, con abiti e acconciature diverse, testimoniano un' insofferente smania di individualismo. Dalla morte di Brian Epstein il 27 Agosto del '67 è iniziata una lunga agonia - di cui questo album ne è una cinica fotografia - che porterà i Beatles al definitivo scioglimento nel 1970.
Le foto/inserto del Doppio Bianco
Tra perplessità e paure hanno corso il rischio di proporre un album completamente diverso dal precedente, Sgt Pepper, e contrariamente a qualsiasi pronostico fatto ad Abbey Road, il doppio ebbe un successo immediato. Inconsapevolmente i Beatles avevano di nuovo stravolto il mondo della musica, donando all' intera umanità un album unico e ricco di contrasti. Non era semplice tra lutto, litigi e eroina, non deludere i fan e loro ci sono riusciti; già questo dovrebbe bastare a considerarli dei veri eroi del rock! Forse è proprio questa atmosfera lugubre che fa da tappeto all' intero progetto a conferirgli tanto carisma. È un album eclettico, dove troviamo di tutto, dal barocco al naif, in perfetto equilibrio. Non è l' album migliore dei Beatles, ma è sicuramente il più affascinante; lo sleeve numerato dona quel tocco fetish che rende questo doppio, oltre che una grande opera musicale, un vero oggetto di culto. 

PMC 7067 matrici prima stampa mono UK Lato A: XEX 709-1 - Lato B: XEX 710-1

Lato A Disco 1

Nessun disco al mondo può superare l' epicità dell' inizio del White Album! Rombante esattamente come il motore dell' areoplano che precede uno dei più bei riff degli anni '60; incontestabile merito di Paul McCarteney, che con Back in the U.S.S.R. - goliardica quanto pungente parodia - da una spallata a Ray Charles e un calcio nelle palle ai Beach Boys. L' inizio è rassicurante: nonostante tutto i ragazzi hanno ancora voglia di scherzare! Segue dolce e pressante come il richiamo di una madre Dear Prudence, figlia del soggiorno a Rishikesh e frutto del seme cupo piantato da Lennon nel fertile terreno di Revolver. Si sente che il morale di John è a terra, i tentativi dei fan di decriptare anche il più semplice dei suoi testi non lo divertono più, anzi lo irritano e confeziona per loro una trappola: Glass Onion, una sarcastica presa per il culo per i più ingenui fan dei Beatles (ricordatevelo se siete sostenitori del PID!). Ritorna Paul con Ob-La-Di, Ob-La-Da una melodia talmente orecchiabile e spensierata da diventare il sample delle più gettonate tastiere elettroniche anni 80! 53 sec. di follia alcolica con Wild Honey Pie - considerata inutile dagli ignoranti - precede, in questa atmosfera intima, quasi da bettola sotto casa The Continuing Story of Bungalow Bill da interpretare se siete al tavolo di una trattoria vuota, a gioire strafottenti del vino mentre i camerieri lavano il pavimento. Un Lennon, acido e tossico, ma che ancora ci piace, ha preceduto a fatica la traccia più bella del doppio: While My Guitar Gently Weeps di Harrison, il beatle più profondo ed ispirato del Doppio Bianco. Ad arricchire un brano già perfetto, il meraviglioso assolo di chitarra dell' amico Eric Clapton, onesto e travolgente in pieno stile rock blues. Il testo, critico verso l' Occidente, è destinato ad essere - purtroppo - sempre attuale. Chiude il Lato A, con prorompente sensualità, un più coinvolto Lennon con Happiness Is a Warm Gun.

Lato B Disco 1
Innaugura il secondo lato il saltellante riff di pianoforte di Martha My Dear. La sua adorabile melodia circolare si gonfia con la sezione di fiati prendendo un andamento da carrozzone che adoro nelle composizioni di McCartney! Mi piacciono i pezzi dei Beatles che hanno quell' andatura da parata regale che mi incita a seguirli con allegria e riverenza e Martha My Dear ne è l' emblema. Segue in netto contrasto un Lennon insonne, ma che finalmente ritrova la sua irresistibile verve da rocker con I' m So Tired (inquietante però se accostata a Only Sleeping). McCartney al contrario non perde un colpo e ci dona una delle sue migliori composizioni, Black Bird; ma è di nuovo Harrison ad emozionarmi più di tutti con Piggies, anch' essa come la precedente dell' autore, impegnata socialmente nel testo. Tra il cinguettio degli uccelli e i grugniti dei maiali si incastra alla perfezione la purezza della chitarra acustica di Rocky Racoon, considerata da molti la traccia meno funzionale del disco, che invece contribuisce a creare quel gusto variegato tipico dell' album. Arriva inopportuno, come un immigrante irlandese che fa festa nella stiva di una nave per gli states, Ringo Starr e la sua Don't Pass Me By, sgraziata ma divertente era in cima alla lista delle canzoni da scartare nel caso non sarebbe stato possibile stampare l' album su doppio vinile - povero Ringo :°( - Spudorato come mai fino ad ora, mi scandalizza - come fossi una vecchina timorata da Dio - Paul con la sua Why Don't We Do It in the Road? Hanno riso generazioni di fan nel leggere il titolo affiancato in playlst di I Will, ma non sapremo mai se questa è stata una battuta pianificata o l' ennesima casualità che nelle mani dei Beatles fa storia, resta una bellissima ballata romantica in pieno stile McCartney. Chiude il primo disco la più bella canzone mai scritta per una madre: Julia di Lennon; traccia a cui sono notoriamente affezionata. Non si può non commuoversi ascoltandola...

8 aprile 2014

The Beatles - White Album - intro

Pubblicato da pink noise a 16:11 0 commenti Link a questo post
Prima di poter scrivere del mio doppio vinile The Beatles PMC 7067/7068 prima stampa UK Mono n° 0052613, è necessaria una premessa. La prima volta che mi hanno proposto di fare filone a scuola ero in seconda media. Fino a quel momento non avevo mai mentito ai miei genitori; mi sentivo trasgressiva e piena di rimorso, ma sapevo che era un' esperienza che andava fatta... e la feci. Io e la mia compagna di banco, per quella mattinata di sole e libertà, scegliemmo un itineario che avesse soddisfatto entrambe: mi avrebbe accompagnato al negozio di dischi a patto che fossimo passate in un' altra scuola, dove un neomelodico di cui era fan lavorava come bidello (!) Dopo questo mortificante supplizio andammo come pianificato al negozio di dischi. Ero reduce da settimane di digiuno mattudino per accumulare i soldi, originariamente destinati alla mia brioche quotidiana, per potermi permettere il Doppio Bianco che tanto desideravo.
Con timore vestito di spavalderia domandai: "Ce l' hai il White Album?"
Il negoziante: "Quanti anni hai?"
(Manco gli avessi chiesto una sigaretta!)
Io con orgolio e perplessità: "Dodici"
Con sufficienza, senza alzare gli occhi dai CD che stava riordinado,
rispose: "Sei piccola...al massimo posso darti Hard Day's Night!"

La sua riluttanza nel vendermi il Doppio Bianco, a causa della mia giovane età, accrebbe in me il desiderio di averlo, ma ogni volta una difficoltà o l'altra mi impediva di acquistarlo. Passarono gli anni e il White Album era diventato per me un desiderio proibito. Parlando con un' amica scoprii che suo padre lo aveva. Organizzai subito per il pomeriggio stesso la registrazione. Passai a prendere delle cassette nuove - per il doppio bianco non potevo riciclare una cassetta qualsiasi! - mettemmo a registrare e ci spostammo in un' altra stanza perchè non volevo guastarmi il primo ascolto, che sarebbe avvenuto quella notte, nell ' intimità delle mie cuffie.

Mentre ascoltavo le tracce che avevo tanto desiderato non ero sicura se dovessi benedire o maledire quel negoziante. Fino a che punto il suo rifiuto sia stato dettato dalla responsabilità o dall' "etica professionale" non lo saprò mai, quello che invece lui non sa è che quel suo modo creativo di celare una sua mancanza di magazino ha condizionato il mio rapporto con questo disco. Ancora oggi per me una è trasgressione: quando lo ascolto mi sento a disagio e provo rimorso come se stessi facendo filone a scuola.
 
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