25 febbraio 2014

I tre più famosi NO detti ai Fab4

Pubblicato da pink noise a 22:03
La storia dei Beatles è costellata da traguardi e successi. A quei quattro ragazzi di Liverpool, dall' irresistibile carisma sembrava tutto concesso, ma in realtà non è stato così: nella loro carriera hanno anche ricevuto delle delusioni. In questo post voglio raccontarvi i tre più grandi NO che hanno dovuto incassare i Fab4.

17 Dicembre 1961 I Beatles con alla batteria Pete Best

"The Beatles have no future in show business" 

Primo e certamente più famoso, il NO della Decca: universalmente riconosciuto come il più grave errore di valutazione mai registrato nell' industria discografica. Brian Epstein, affascinato da questa band dall 'incredibile presenza scenica, si propose come loro manager dopo averli incontrati al Cavern. Con tenacia si impegnò per proporre i suoi ragazzi alle più importanti etichette discografiche dell' epoca, tra cui la Decca Records per la quale riuscì ad ottenere un' audizione. L' esibisione si svolse la mattina del primo Gennaio del 1962 presso gli studi di Londra. I Beatles incisero 15 canzoni, di cui solo due originali, composte dal duo Lennon/McCartney. Il responso dell' etichetta fu stroncante: "I Beatles non hanno futuro nello show business". Fu questa la ormai storica frase con cui Dick Rowee Sidney e Arthur Beecher-Stevens (rispettivamente responsabile artistico e direttore commerciale Decca) comunicarono il verdetto ad Epstein.

DECCAGONE - PRO 1106-A PRO 1106-B

Epstein sempre più determinato non si diede per vinto e utilizzò le copie di quelle registrazioni come materiale promozionale. Gli originali vennero acquistati da due newyorkesi per 5000$ e dal 1976 distribuiti come bootleg in sette caratteristici 45 giri colorati. Dopo un lungo conflitto etico interiore, ha vinto la mia peccaminosa ingordigia, e ho aggiunto alla mia collezione uno di questi adorabili dischi "semi-legali".  Sugli sleeve dei Deccagone ci sono delle fuorvianti fotografie, successive all' epoca della registrazioni; curioso che ci sia Ringo Starr invece che Pete Best, batterista dei Beatles  all' epoca dell' audizione.

Fa tenerezza ascoltarli così giovani e pieni di entusiasmo e speranza.

No royalties from outer space

Nel 1977 è partito per lo spazio un singolare progetto allegato alle sonde Voyager: il Golden Record, un disco d' oro contenente suoni ed immagini che descrivono in sintesi il nostro pianeta. Scherzando - ma manco troppo - ho sempre detto che per fare bella figura con gli alieni sarebbe bastato mandare una copia di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, quello sì che è un disco che contiene tutti i suoni del pianeta!!! In realtà nessun pezzo dei Beatles fu incluso nel progetto e visto che non ne comprendevo le ragioni, ho indagato sul perchè: a quanto pare l'astronomo Carl Sagan aveva pensato ad Here Comes The Sun da inserire, ma nonostante l 'entusiasmo della band non se ne fece nulla, non essendo loro i proprietari dei diritti delle loro canzoni. Quindi NO ai Beatles nello spazio.

No Sir... of the Ring

Se i primi due NO sono riuscita ad accettarli - il primo perchè ha condotto i Beatles alla EMI e il secondo perchè non sono un' extraterrestre - questo mi tocca nel profondo perchè, Beatles a parte sono coinvolti artisti le quali opere hanno segnato la mia vita. Pare che tra il 1967 e il 1968 i Beatles fossero seriamente interessati a realizzare un film basato sul romanzo Il Signore Degli Anelli di J. R. R. Tolkien, e che la regia sarebbe stata affidata a Stanley Kubrick. I quattro si erano anche assegnati le parti: John avrebbe interpretato Gollum, George Gandalf, Paul e Ringo i due Hobbits Frodo e Sam. A nulla sono serviti gli sforzi diplomatici della Apple Films e della United Artists per convincere l' autore del romanzo, fermo e deciso nel suo NO.

Sì ragazze, questo è un buon motivo per disperarsi!

3 commenti:

Luca Capozzi on 25 febbraio 2014 23:22 ha detto...

sono delle curiosità davvero sfiziose.

il no della decca è emblematico. ti fa capire come le scelte di un produttore possano condizionare la carriera di un gruppo.

il no dell'EMI ti fa capire quanto possa pesare che un gruppo non possieda le proprie opere
e perda l'opportunità di far parte di una pagina della Storia.

il no di Tolkien è il lato sentimentale. ti fa capire che poteva essere fatta una cosa epica, ma spesso gli artisti non hanno visioni comuni per quanto riguarda la manipolazione delle proprie opere da parte di altri artisti.

per me sono davvero degli ottimi spunti di riflessione :)

B. on 25 febbraio 2014 23:28 ha detto...

Si impara sempre qualcosa: la storia de lord of the Ringo è quasi creepy. Vabbe' che poi c'è stato Ralph Bakshi con il suo cartone che è creepy pure lui, però i Beatles... no, non riesco a pensarci. Mi viene in mente una specie di Help! slapstick in salsa fantasy-hippy. Ma poi non credo che Kubrick fosse stato informato, vero? Fantastico.

valeria vito on 26 febbraio 2014 10:50 ha detto...

Kubrick sapeva ed era pure preso bene! secondo me sarebbe stato divertentissimo xD

Posta un commento

 
cookieassistant.com